Articolo disponibile anche in: Inglese

Quando i genitori incontrano nuovi amici, nelle case entrano sempre qualche novità.

San Casciano anno domini 1990, il macrobiotico sbarca in Italia. Già la parola mi terrorizzava, ma che vor dì!

Gli amici dei miei, loro magri e atletici, provarono a “salvare” le appesantite anime dei miei, infatti macrobiotico deriva dalla combinazione di macro “grande” e bios “vita”, più che una dieta, una filosofia di vita, basata sull’armonia con il cosmo.

Mi sa che una fetta di salame e del pane caldo mi avvicinano di parecchio al cosmo, ma sono considerazioni di un ormai malato incallito di golosaggini. Nel frigo di allora campeggiavano parole nuove, dette dal Me dell’epoca “roba strana”.

Lecitina di soia, seitan, fibre di crusca e tofu tentarono di entrare nella nostra dieta e alla fine ci riuscirono.

Infatti specialmente il seitan, che altro non è che un impasto di glutine di grano molto ricco di proteine e povero di grassi, può essere lavorato proprio come la carne, quello conservato sottovuoto, una volta ben asciugato ed infarinato, se passato in padella con olio e condito con sale e pepe, può essere una gustosa variante alla “fettina”.

Basta un po’ di coraggio e scoprirete una nuova frontiera che potrà aiutare una dieta ipercicciaia: sono prodotti reperibili facilmente, molto più di quello che non si pensi, se vi guardate intorno vedrete che molti negozi li propongono. E’ solo che non ci avevate fatto caso fino adesso.

Se il seitan è un prodotto un pochino più giovane, il tofu è antichissimo, se ne parla già nella Cina del 200 avanti Cristo. Non è nient’altro che il prodotto della cagliatura del “latte” di soia, che è il risultato della miscela di farina di soia ed acqua.

Si pensa che i primi a scoprire il tofu siano stati dei contadini cinesi che cercando di insaporire il suddetto latte abbiano utilizzato del sale marino grezzo, il quale contenendo magnesio e calcio abbia dato il via alla cagliatura naturale delle proteine creando così dei fiocchi, i quali scolati e posti sotto pressione divengono ben sodi ed ecco che nasce il tofu, il così detto formaggio di soia.

Il suo impiego è molteplice, io lo utilizzo in molte insalate, avendo però cura di lasciarlo almeno una notte in marinatura con olio ed aromi, come aglio, cipollina fresca, origano, in modo da conferirgli sapore.

Può essere utilizzato anche come sostituto della ricotta in molte preparazioni, come ad esempio la crostata di ricotta al forno, eseguite la stessa ricetta e vedrete che nessuno se ne accorgerà, anzi vi diranno che è particolarmente leggera. Alla fine abbiamo trovato il vero aiuto per la nostra dieta, un po’ di fantasia.

Io il tofu lo mangio così: prendo dei broccoli e li lesso in acqua calda per circa 8 minuti, quindi li freddo in acqua e ghiaccio, per mantenere il bel verde rigoglioso che li caratterizza, li salto quindi in padella con abbondante olio e aglio, un pochino di peperoncino per rallegrare la sera e aggiungo il tofu tagliato a pezzetti, faccio insaporire ed asciugare bene e frullo il tutto grossolanamente nel mixer, aggiungo parmigiano se proprio mi va.

Cuocio in forno a 180° per 10 minuti in stampini imburrati e coperti di pangrattato, se proprio voglio fare il bravo uso della pellicola da forno, detta carta fata, e rivesto l’interno degli stampini.

Salto in padella dei pomodorini sbollentati e privati della buccia, quindi tagliati a meta e precedentemente conditi con aglio e peperoncino.

Servo lo sformatino e lo guarnisco con i pomodori e abbondante olio ed ecco il mio Tortino di Broccoli e Tofu con Salsa Piccante di Pomodorini, una buona serata a cuor leggero, anzi sano! Alla prossima.

Matia Barciulli, chef, coordinatore tecnico ristoranti Antinori, babbo di Brando

ALTRE RICETTE