“Senza parlari… già ni capiemo”. Esordisce così la leggenda del tamburo a cornice, il siciliano Alfio Antico, uno dei più celebri e accreditati percussionisti del mondo che si prepara ad emozionare il pubblico di Greve in Chianti nello spettacolo che, in prima regionale, approderà oggi, sabato 25 luglio, in piazza Vassallo alle ore 21 (ingresso libero).

“Non abbiamo bisogno di parlare per comprenderci – prosegue – basta guardarsi negli occhi, riconoscersi e riflettersi in silenzio l’uno nello specchio dell’altro”.

Mentre inizia a godere dell’aria di campagna del Chianti e ad immergersi nei ritmi lenti delle colline fiorentine, seduto al tavolino di un bar di uno dei luoghi più incantevoli della Toscana, la centrale piazza Matteotti, Alfio Antico continua a spiegare all’assessora alla cultura Monica Toniazzi il dialogo profondo e intenso, l’incontro che unisce e mette in connessione le radici ataviche del Mediterraneo da cui trae spunto l’evento in programma oggi.

Si intitola “Anime delle due Sicilie” ed è il progetto artistico, uscito nell’aprile 2026, che vede protagonisti in veste di musicisti e cantanti Alfio Antico e Patrizio Trampetti, già fondatore della Nuova compagnia di Canto popolare, insieme ai musicisti Jennà Romano, Amedeo Ronga, Gennaro Scarpato.

Per descrivere la fusione, l’intesa perfetta che scorre nelle vene dei due regni, Napoli e la Sicilia, Alfio Antico parte dall’ispirazione culturale legata ai classici, Virgilio e Teocrito in primis, e dal suo rapporto con la musica.

Al suo fianco il migliore amico di sempre, il compagno di vita fedele, l’alleato infallibile contro ogni forma di difficoltà e ostacolo: il tamburo a cornice.

“Con questi strumenti – aggiunge – che io stesso mi diverto a costruire artigianalmente, amo creare suoni e melodie che riproducono le espressioni del mondo naturale, della dimensione animale, dei sentimenti e delle emozioni umane”.

“Battendo sul piano di pelle di capra incastonato nella struttura di faggio – precisa – si genera la musica che per me è tutto, è un bene assoluto che supera l’amore, l’amore può anche finire, il bene no, ha un che di eterno”.

Il dna artistico, la propensione alla musica Alfio li ha ereditati dalla famiglia, dal ramo materno.

“Mia nonna Lucia, detta Ciuzza, suonava il tamburo, mio nonno materno il flauto – rivela – lo zio Santo amava cantare, in siciliano, la nostra è una lingua piena di dignità che rilegge la realtà in chiave metaforica interpretandola con maggiore consapevolezza e leggerezza”.

L’approdo al mondo della musica è nato da un passaggio significativo che ha portato l’artista a cambiare radicalmente vita. Dall’attività pastorale in Sicilia all’arrivo in Toscana, a Firenze, dove avvenne il fatidico incontro con Eugenio Bennato che scoprì il talento di Alfio e decise di portarlo con sé.

“Devo il mio legame con la Toscana al grande Bennato che mi diede l’opportunità di realizzare il sogno che coltivavo da bambino – ricorda – il mio futuro non era tra i campi, con gli animali, andavo a letto con il pensiero che mai avrei fatto il pastore per tutta la vita, che mai mi sarei alzato alle tre e mezzo per andare a mungere le mucche, a rompere la cagliata e fare il formaggio, come ho fatto negli anni dell’adolescenza, il mio desiderio era suonare e cantare, cogliere ogni nota della natura e renderla armonia. Un percorso certamente non facile che ho coltivato sin dagli anni Settanta e ho sostenuto autonomamente con tutta la mia forza e la mia determinazione. Perché credevo nel bene viscerale che volevo alla musica”.

Lo spettacolo “Anime delle due Sicilie” nasce dall’incontro tra Alfio Antico, di cui sono note le collaborazioni con Eugenio Bennato, Fabrizio De André, Lucio Dalla, Vinicio Capossela, Renzo Arbore e Patrizio Trampetti, autore di brani per Bennato, Baccini, Gilberto Gil, Lou Bega e gli Inti Illimani.

“Canteremo in siciliano e napoletano affrontando temi del passato e contemporanei, attingendo alla tradizione etnica – conclude Alfio Antico – uno spettacolo che farà emergere le due anime, le culture identitarie che uniscono le persone, i sogni, le speranze per il futuro, attraversate dalla poetica del sorriso, un viaggio nelle sonorità della musica e della canzone popolare che mettiamo in scena per la prima volta in Toscana, la terra da cui sono partito e in cui amo tornare, un luogo che mi ha accolto e che sento ancora come casa”.

L’evento si inserisce nell’ambito del ricco cartellone dell’Estate a Greve in Chianti ed è promosso e finanziato dal Comune.

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