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A volte capita di imbattersi, nelle nostre campagne chiantigiane, in tabernacoli, vecchi lavatoi, cappelle votive, antiche fonti: pezzi di storia il più delle volte ignorati e abbandonati al loro destino, al loro degrado.

Per fortuna, e non mancano, ci sono persone che vanno alla ricerca delle proprie radici, della storia locale. Impegnandosi nella loro riscoperta e, successivamente, nella loro rinascita e tutela.

Stavolta il merito è tutto del barberinese “doc” Bruno Rinaldi: da più di un anno infatti è tornata alla luce, a Petrognano (località di Barberino Val d’Elsa), la monumentale sorgente dell’acqua dedicata a Santa Caterina da Siena, conosciuta anche come la Fonte del Latte.

Si dice infatti che le puerpere povere di latte, bevendo acqua della fonte, avevano dei benefici e riuscivano così a svezzare i loro bambini con il proprio latte.

Bruno Rinaldi la ritrovò completamente avvolta dai rovi, nel dimenticatoio di una storia che era andata avanti lasciandola a se stessa: ed è rinata con l’aiuto dei volontari del gruppo archeologico di Barberino e Tavarnelle “Achu”, la collaborazione dei proprietari del terreno (i conti Venerosi Pesciolini) e dell’Unione comunale di Barberino e Tavarnelle.

Adesso questo luogo, davvero magico, è accessibile a tutti: e sono molte le persone che vi si recano ancora a prendere l’acqua da portare a casa. Una passeggiata fino alla Fonte del Latte diventa quindi un qualcosa di dopo straordinario.

Come raggiungerla? E’ molto semplice: si arriva al borgo di Petrognanno da Barberino Val d’Elsa in direzione Certaldo. Superato il borgo, dopo circa duecento metri sulla destra c’è un Tabernacolo e una stradina che che scende giù. Si prende quella strada e dopo pochissimo si arriva alla Fonte del Latte.

Dove, fra l’altro, il prossimo 29 aprile, nell’anniversario della morte di Santa Caterina, si celebreranno una funzione religiosa in sua memoria.

Antonio Taddei

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