Un piano promozionale straordinario per rilanciare il vino toscano negli USA, colpito dai dazi di Trump, dopo che il 2025 si è chiuso con un calo del 5% in valore – se si considera il solo ultimo trimestre -15% – ma con la consapevolezza che il momento di difficoltà potrà essere superato grazie alla capacità imprenditoriale dei nostri produttori.
È uno dei temi al centro dell’incontro promosso a Palazzo Rospigliosi, a Roma, da Coldiretti e Filiera Italia nell’ambito delle iniziative per il Vinitaly, con la presenza di decine di buyer americani insieme a istituzioni, imprese, rappresentanti del commercio internazionale ed esperti di mercato, per analizzare le criticità e individuare strategie concrete di rilancio e tutela dell’export vitivinicolo italiano.
Si tratta del primo passo di un percorso che nei prossimi mesi vedrà Coldiretti impegnata in una serie di iniziative per sostenere le cantine italiane, a partire dalla partecipazione al Fancy Food di New York e ai Mondiali di calcio.
Un impegno con l’obiettivo di stare al fianco delle aziende vinicole per contrastare gli effetti dei dazi e delle tensioni geopolitiche e rilanciare i consumi in un mercato chiave per la Toscana.
“L’osservazione dello scenario presente e futuro del mercato del vino, presentato oggi a Roma, è fondamentale per orientare le scelte strategiche dei nostri viticoltori – spiega la presidente regionale di Coldiretti, Letizia Cesani (nella foto in alto) – È in questo momento che dobbiamo rilanciare gli investimenti sulla promozione per mantenere quote di mercato fondamentali per le aziende toscane e per i nostri vini. Allo stesso modo, è essenziale continuare a investire sulla distintività e sulla qualità, frutto del lavoro prima in vigna e poi in cantina. In questo senso, il nuovo bando OCM vino sugli investimenti, deliberato in queste ore dalla giunta regionale, rappresenta un sostegno importante e va esattamente in questa direzione”.
Il settore vitivinicolo costituisce uno dei pilastri dell’agroalimentare nazionale e regionale ed è uno dei principali motori dell’export Made in Italy.
Gli Stati Uniti rappresentano da soli il 33% delle esportazioni vinicole delle cantine toscane: una bottiglia su tre di Chianti, Brunello, Bolgheri, Vernaccia e delle tante tipologie espresse dai vigneti regionali è venduta oltreoceano, per un valore complessivo di circa 400 milioni di euro.
Questa rilevanza strategica è stata messa sotto pressione da diversi fattori, a partire dall’introduzione dei dazi, che hanno penalizzato la competitività dei prodotti italiani, aggravata anche dall’andamento sfavorevole del cambio euro/dollaro, che incide sui margini delle imprese.
Il vino sconta inoltre il rallentamento dei consumi e i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, mentre cresce la concorrenza di altri Paesi produttori e di prodotti alternativi.
A ciò si aggiungono tensioni geopolitiche, costi di produzione elevati e la necessità di rafforzare il posizionamento del vino italiano lungo tutta la catena del valore.

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