In un mercato globale che impone nuove rotte, la Toscana del vino risponde con la forza della sua identità e una chiara visione strategica, capace di guidare le trasformazioni del settore anziché subirle, puntando sulla strada del valore e dell’eccellenza.

Questa visione consapevole si riflette in una produzione per il 2025 (i numeri presentati da ISMEA sono tratti dalla ricerca: “I numeri del vino in Toscana 2026”, febbraio 2026) pari a  2,2 milioni di ettolitri  che, dopo un 2024 di rese record, si attesta sul trend degli ultimi dieci anni.

Un contenimento ampiamente atteso, frutto di una  gestione agronomica di maturazione  e una precisa volontà di  autoregolazione , volta a contenere l’offerta per preservare la qualità e il prestigio delle denominazioni.

Questo impegno verso l’eccellenza si sposa con una leadership indiscussa nella sostenibilità, che vede la Regione già capofila verso gli obiettivi del Green Deal UE grazie a una  straordinaria estensione di vigneto biologico  ea  pratiche di precisione all’avanguardia .

La competitività del sistema è ulteriormente spinta da politiche strutturali regionali, come la programmazione di circa  600 ettari di nuovi impianti nel 2026  e l’integrazione del nuovo “ pacchetto vino” UE, che accelera l’innovazione portando maggiore elasticità nelle procedure e maggiorando i contributi in percentuale di aiuto che arrivano fino all’80%.

Anche sul fronte dei mercati esteri, la Toscana trasforma le nuove sfide in opportunità, utilizzando l’enoturismo  come un asset strategico imbattibile: un’esperienza territoriale completa che, oltre a consolidare il legame con le comunità locali, valorizza il brand attraverso la crescita delle vendite dirette.

“Il quadro che emerge è quello di un sistema solido e coeso – che vede la Regione fare squadra con i Consorzi – e che ha scelto di guidare la transizione globale puntando sul  binomio qualità-valore, confermandosi il modello di riferimento mondiale per il vino di qualità”.

È questa, in sintesi, la fotografia che emerge da  PrimAnteprima, l’appuntamento dedicato alla stampa di settore che apre la Settimana delle Anteprime, sette giorni in cui si presentano al mondo le nuove annate.

L’evento è promosso da  Regione Toscana  e  Camera di Commercio di Firenze , l’organizzazione è a cura di  PromoFirenze , il coordinamento della comunicazione, l’ufficio stampa ei social, sono affidati a  Fondazione Sistema Toscana .

IL WORKSHOP DI INAUGURAZIONE

A inaugurare la Settimana il workshop di  PrimAnteprima  ospitato questa mattina, 13 febbraio, “Presente e futuro del vino: la via toscana in un mondo che cambia, velocemente, a cui hanno preso parte autorità ed esperti del settore.

Dopo i saluti di  Eugenio Giani,  presidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi, presidente del consiglio regionale della Toscana e di Massimo Manetti, presidente della Camera di Commercio di Firenze, Fabio Del Bravo, responsabile Direzione Filiere e Analisi dei Mercati di ISMEA, ha presentato il rapporto “Vitivinicoltura alle sfide dei nuovi scenari: dati e in atto” realizzato ad hoc per PrimAnteprima.

I NUMERI DI UNA LEADERSHIP QUALITATIVA

Il panorama vitivinicolo regionale è un mosaico d’eccellenza composto da 12.324 aziende. Con una superficie vitata di oltre  60.000 ettari , la Toscana ha compiuto una scelta di campo radicale: la qualità estrema. Ben il  97% dei vigneti è iscritto a denominazioni DOP  rispetto alla media nazionale si ferma al 65%.

Questo si traduce in un’offerta commerciale dove il 90% del vino che arriva al consumatore è certificato, garantendo un valore aggiunto che protegge i produttori dalle fluttuazioni dei mercati dei vini generici. Il pulsante “cuore” è il  Sangiovese, che copre il 60% della superficie, ma la forza risiede nella varietà: dalle aree storiche di Siena e Firenze (che insieme rappresentano il 62% del vigneto regionale) alle aree emergenti, la Toscana offre una diversità di microclimi che la rendono resiliente ai cambiamenti climatici, dall’Appennino alle isole.

PRODUZIONE E INVESTIMENTI: IL VIGNETO È GIOVANE, LA CANTINA SI RINNOVA.

Se la produzione si attesta sui 2,2 milioni di ettolitri nel 2025 – un dato che riflette una precisa volontà di selezione qualitativa e una gestione oculata delle rese – il settore gode di una salute strutturale straordinaria.

Grazie all’utilizzo virtuoso della misura OCM Ristrutturazione (che ha interessato il 61% delle superfici),  il 55% dei vigneti toscani ha meno di 20 anni.

Questo significa avere impianti moderni, efficienti e pronti a produrre vini in linea con i nuovi gusti internazionali. Massicci investimenti anche per rinnovare ed innovare le cantine, con circa  10 milioni di euro di aiuti  a tutte le imprese che avevano presentato progetti.

EXPORT: IL VALORE DEL BRAND TOSCANA 

In un mercato globale caratterizzato da una complessa congiuntura geopolitica, il vino toscano conferma la sua solidità. Le esportazioni dei rossi DOP (che rappresentano il 96% dell’export regionale) hanno mostrato una buona vitalità nei volumi  verso l’Unione Europea (+3,5%).  

Sebbene il dato del valore complessivo registri una lieve flessione (-8%), questa va letta correttamente come un normale riassestamento dopo i picchi record degli anni precedenti e come una precisa strategia competitiva condivisa da Regione e Consorzi toscani, per alzare il valore rispetto ai volumi, puntando anche a mantenere le quote di mercato in aree chiave come gli  USA (primo mercato mondiale, cresciuto del +2,9% in volume) e il Canada.

La Toscana continua a pesare per il 10% del valore totale delle IG italiane, dimostrando che, quando il mondo cerca qualità, guarda verso le colline toscane.

IL MERCATO INTERNO: RESILIENZA E NUOVI CONSUMATORI

In Italia, le DOP toscane difendono con orgoglio il loro posizionamento nella Grande Distribuzione, rappresentando il 14% del valore totale del comparto.

Mentre il consumo di vino generico cala (-5,7%), le DOP toscane contengono la flessione al solo 2,1%, dimostrando una fedeltà del consumatore superiore alla media. Il dato più interessante arriva dai  giovani adulti (35-45 anni).

Questa fascia di consumatori, pur acquistando volumi leggermente inferiori, ha  incrementato la spesa del 24% . È la prova tangibile di un nuovo paradigma: si beve meno, ma si beve molto meglio, e si sceglie Toscana.

LA RIVOLUZIONE VERDE: TOSCANA CAPOFILA

La novità più rilevante degli ultimi anni è il primato della sostenibilità. Con oltre  23.000 ettari a coltivazione biologica (38% del totale regionale), la Toscana è una delle regioni più “verdi” d’Europa. Contribuisce da sola al  17% dell’intera superficie bio nazionale, posizionandosi in anticipo rispetto agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

Questo impegno non è solo etico, ma commerciale: il vino bio toscano sta diventando il nuovo standard richiesto dai mercati del Nord Europa e del Nord America.

ENOTURISMO E FLUSSI TURISTICI: LA TOSCANA COME DESTINAZIONE ESPERIENZIALE

Nel 2024, la Toscana ha consolidato il suo ruolo di protagonista nel panorama turistico nazionale, confermandosi la terza regione italiana per flussi turistici con ben  15 milioni di arrivi  (+2,6% rispetto al 2023) e oltre  46 milioni di presenze.  

Questo dinamismo, che rappresenta il 10% dell’intera affluenza turistica in Italia, è formato soprattutto dalla  componente internazionale, che costituisce il 58% del mercato.

Un dato di particolare rilievo è la capacità della regione di distribuire i visitatori in modo capillare su tutto il territorio: la Toscana ferma infatti il  ​​primato nazionale  per l’accoglienza rurale, con oltre  6.000 aziende agrituristiche  (quasi un quarto del totale italiano).

In questo contesto, l’enoturismo  è evoluto da attività collaterali a vera e propria leva strategica per lo sviluppo sostenibile e il rafforzamento del legame tra agricoltura, comunità locali e turismo. Pioniera nel settore, la  Regione Toscana  è stata tra le prime in Italia ad adottare una normativa specifica (LR 30/2003), oggi adeguata alle più recenti linee guida nazionali, a cui aderiscono circa 170 operatori specializzati iscritti all’elenco regionale.

Oggi, l’offerta delle aziende vitivinicole toscane va ben oltre la semplice degustazione, proponendo esperienze immersive che spaziano dall’arte contemporanea in cantina al trekking tra i filari, fino alla partecipazione attiva alla vendemmia.

Per CESEO (Università LUMSA) che ha condotto una ricerca per il Movimento del Turismo del Vino, le imprese del vino toscane propongono un’accoglienza familiare nel 63% dei casi e mettono al centro dell’offerta il paesaggio (95%) e la cultura (74%) molto più che in ogni altra regione italiana. Sono molto dinamiche anche sul fronte delle proposte che uniscono la formazione all’intrattenimento come i corsi di cucina presenti nel 32% delle cantine.

LA SETTIMANA DEL VINO

La Settimana delle Anteprime di Toscana prosegue con gli appuntamenti curati dai Consorzi: Anteprima del Nobile di Montepulciano (14 e 15 febbraio, Montepulciano), Chianti Classico Collection (16 e 17 febbraio, Stazione Leopolda, Firenze), Anteprima “L’Altra Toscana” (18 febbraio, Palazzo degli Affari, Firenze), Chianti Lovers & Rosso Morellino (19 febbraio, Fortezza da Basso, Firenze), Valdarno di Sopra Day (20 febbraio, Anfiteatro del Borro, San Giustino Valdarno – Arezzo).

BUYWINE

La sedicesima edizione di Buywine Toscana, vetrina BtoB del vino made in Tuscany, si svolgerà l’ 11 e 12 marzo 2026  presso la Stazione Leopolda di  Firenze.

L’evento di  Regione Toscana  e  Camera di Commercio di Firenze, organizzato da  PromoFirenzeFondazione Sistema Toscana, vedrà  190 aziende toscane, selezionate tramite bando regionale, incontro  175 buyer  provenienti da  49 Paesi.

Le principali delegazioni provengono da  USA e Canada, che si confermano tra i Paesi di maggiore interesse. Rilevante anche la presenza di operatori dai  Paesi del Mercosur e dall’America Latina.

L’Asia sarà rappresentata sia da mercati consolidati come  Cina, Singapore, Giappone e Corea del Sud , sia da Paesi con un interesse emergente come  Thailandia, Vietnam e Malesia.

Si conferma inoltre la tendenza europea, che evidenzia un crescente interesse nei  Paesi dell’Europa centro-orientale e nell’Area Scandinava. Al termine del Buywine sono in programma  Wine Tour riservato ai buyer, organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze e Consorzi Chianti Colli Fiorentini, Vino Toscana e Chianti Classico.

Inoltre, grazie alla collaborazione con Promovito , associazione che comunicazione undici consorzi regionali, saranno realizzati altri due tour con visite in azienda e masterclass dedicate.

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