È stata l’annata 1997, una delle più emblematiche nella storia recente del Sangiovese, a scandire l’inaugurazione di “Bottiglie d’Autore”, la mostra-evento con cui Wine&Siena ha reso omaggio a Giulio Gambelli, figura cardine dell’enologia italiana e maestro indiscusso del Sangiovese.

Tra le sedici aziende selezionate per raccontarne il percorso umano e professionale, la Tenuta di Bibbiano, di Castellina in Chianti, è stata protagonista con un vino simbolo del proprio legame con Gambelli: Vigna del Capannino Riserva Chianti Classico 1997.

La mostra si è svolta nel fine settimana di Wine&Siena, dal 31 gennaio a oggi, 2 febbraio, al Complesso museale di Santa Maria della Scala di Siena, proponendo un percorso attraverso sedici vini capaci di raccontare la coerenza stilistica e la profondità del pensiero enologico di colui che Luigi Veronelli definì il “principe degli assaggiatori”.

La scelta della 1997 non è stata casuale. Annata passata alla storia come una delle prime grandi estati calde del Chianti Classico, ha segnato un punto di svolta climatico ed espressivo, dando origine a vini di struttura, concentrazione e gradazioni alcoliche importanti.

Nel caso della Vigna del Capannino, questa potenza si è tradotta in una sorprendente finezza ed eleganza, unite a una straordinaria capacità di evoluzione.

A distanza di quasi trent’anni dalla vendemmia, il vino ha confermato una vitalità e una precisione che restituiscono pienamente la visione di Giulio Gambelli.

Attraverso questa bottiglia, la Tenuta di Bibbiano ha raccontato la profondità di un rapporto che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia del vino toscano.

La collaborazione con Giulio Gambelli, iniziata negli anni Quaranta e proseguita per più di sessant’anni, ha contribuito a definire uno stile sobrio, identitario e profondamente legato al Sangiovese e ai cru aziendali. In particolare, la Vigna del Capannino, parcella storica esposta a sud-ovest, rappresenta il paradigma della lettura territoriale del Maestro, che qui fece piantare un clone di origine montalcinese oggi tutelato dal brevetto ministeriale VDC2.

“Ricordare Giulio Gambelli attraverso un’annata come la 1997 è stato per noi particolarmente significativo – ha dichiarato Tommaso Marrocchesi Marzi, da oltre dieci anni alla guida della Tenuta – perché racchiude il senso del suo insegnamento: rispetto assoluto per il Sangiovese, capacità di leggere il tempo e fedeltà al territorio. È una bottiglia che continua a parlare con chiarezza e profondità, e che ancora oggi ispira il nostro lavoro in vigna e in cantina”.

La partecipazione della Tenuta di Bibbiano a “Bottiglie d’Autore” non è stata soltanto un tributo alla memoria di Giulio Gambelli, ma la conferma di un’eredità viva, che continua a esprimersi attraverso vini capaci di raccontare il tempo, il territorio e una visione coerente custodita da cinque generazioni della famiglia Marrocchesi Marzi.

“Bottiglie d’Autore” è rientrata fra le iniziative del Comune di Poggibonsi, patrocinate dalla Regione Toscana, per celebrare il centenario della nascita di Giulio Gambelli.

La mostra è stata realizzata dalla Fondazione Elsa con l’Associazione Amici di Poggibonsi ed è stata curata dai giornalisti Carlo Macchi e David Taddei, membri dell’Associazione Stampa Enogastroalimentare Toscana (ASET), che ha collaborato all’intero cartellone di eventi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi altri articoli...