La famiglia Antinori presenta, nell’ambito di Antinori Art Project – la collezione e piattaforma dedicata alla ricerca nelle arti visive contemporanee – “Sampling the Vineyard”, nuovo progetto commissionato all’artista Armin Linke (Milano, 1966), a cura di Ilaria Bonacossa.
La nuova acquisizione rientra nella tradizionale attività di mecenatismo della famiglia Antinori che da 26 generazioni affida all’arte il compito di raccontare la propria storia.
Un rapporto che, a partire dal 2012 con la nascita di Antinori Art Project, si è tradotto in un programma rivolto ai protagonisti della scena artistica internazionale, chiamati a sviluppare interventi site-specific pensati in relazione agli spazi della cantina Antinori nel Chianti Classico e alla sua identità culturale.
L’opera inedita di Armin Linkeè visibile da giovedì 28 maggio e andrà ad arricchire il percorso espositivo permanente, entrando in dialogo con i lavori di Yona Friedman, Rosa Barba, Jean-Baptiste Decavèle, Tomás Saraceno, Giorgio Andreotta Calò, Nicolas Party, Jorge Peris, Stefano Arienti, Sam Falls ed Elisabetta Benassi.
Il progetto per Antinori Art Project nasce da un’osservazione approfondita delle tenute della famiglia Antinori, dove secoli di tradizione enologica convivono con tecnologie agricole avanzate.
Lontano da una rappresentazione estetica del paesaggio, il lavoro esplora il vigneto come un sistema complesso in cui conoscenze agronomiche, ricerca scientifica, osservazione del clima e tradizione si intrecciano continuamente.
Piuttosto che concentrarsi su un’immagine idilliaca della campagna, Armin Linke indaga la struttura di conoscenze che rende possibile la produzione del vino nel XXI secolo, restituendo il vigneto non solo come paesaggio agricolo ma come organismo stratificato di competenze, pratiche e decisioni.
“Invitare Armin Linke a lavorare nella cantina Antinori nel Chianti Classico nasce dalla sua capacità di operare come un antropologo della società contemporanea attraverso la fotografia, documentando le trasformazioni della società” commenta Ilaria Bonacossa, curatrice dei progetti per Antinori Art Project dal 2014.
“Attraverso immagini al tempo stesso monumentali e intime – prosegue – il suo lavoro restituisce un efficace ritratto dell’era dell’Antropocene”.
Per Linke, la fotografia è uno strumento di lavoro sul campo attraverso cui osservare la costruzione della società contemporanea e i flussi di informazione tra ambiti diversi.
La sua pratica nasce dall’immagine fotografica ma si sviluppa soprattutto attraverso l’interazione diretta con le persone e i contesti incontrati.
Attraverso l’osservazione della realtà di Marchesi Antinori (dagli archivi storici ai laboratori fino al lavoro quotidiano nei vigneti) l’artista costruisce una lettura inedita della viticoltura contemporanea, intesa non come semplice produzione ma come esito di una complessa struttura di saperi.
In questa prospettiva, il vino diventa una metafora della costruzione culturale e sociale: un prodotto radicato nella terra ma modellato dalla trasmissione intergenerazionale di competenze specialistiche, dalla ricerca scientifica e dalle normative europee che ne garantiscono origine e autenticità.
Linke ha inoltre interpretato il vigneto come uno strumento sensibile, capace di registrare la storia geologica e climatica di un territorio.
“Ho cominciato a pensare al vigneto non solo come luogo di produzione, ma quasi come una partitura musicale, una partitura cartografica, una sorta di antenna che registra la storia geologica e climatica”, racconta Linke, evidenziando come esso metta in relazione ciò che avviene nel sottosuolo con le forze atmosferiche.
La serie fotografica che ne deriva riflette questo sistema stratificato. Linke si avvicina alle piante e ai processi, rinunciando alle vedute panoramiche per concentrarsi su dettagli che rivelano l’organizzazione invisibile del vigneto, come se fossero le piante stesse a osservare chi vi lavora.
Le immagini assumono così la forma di mappe, diagrammi e sistemi annotati, in cui si intrecciano dati, gesti e procedure.
Mappe storiche e immagini satellitari convivono con fotografie dei laboratori, dove i diversi lotti di vino vengono analizzati nei loro parametri qualitativi, e con pratiche tradizionali come la preparazione del Vin Santo, in cui i grappoli assumono una dimensione quasi scultorea.
Un aspetto centrale del progetto riguarda proprio l’uso della fotografia all’interno dei processi agricoli: gli agronomi stessi utilizzano immagini per monitorare le piante e interpretare il territorio, rendendo la fotografia parte integrante del sistema produttivo.
In questo senso il lavoro supera i confini della fotografia artistica tradizionale, restituendo il vigneto come sistema dinamico in cui conoscenza scientifica, condizioni ambientali e competenze umane interagiscono costantemente.
Le immagini non descrivono il paesaggio, ma ne rivelano la struttura invisibile, proponendo una lettura della viticoltura come forma di intelligenza culturale ed ecologica.
In un contesto dominato da un’estetica dell’immediatezza, il progetto introduce una modalità di visione diversa, più lenta e consapevole, che privilegia la comprensione rispetto all’effetto.
Le fotografie non sono “belle” in senso convenzionale, ma opere che chiedono attenzione e restituiscono la complessità del lavoro che si cela dietro la produzione del vino, invitando a sospendere lo sguardo immediato per interrogare ciò che si osserva.
“Armin Linke è un fotografo internazionale che agisce come sociologo raccontando la realtà contemporanea e le sue trasformazioni – racconta Alessia Antinori – Il progetto è nato dall’idea di raccontare come il cambiamento climatico e la modernizzazione abbiano trasformato la nostra attività ma mantenendola sempre artigianale”.
“Per questo – aggiunge – Linke è venuto numerose volte a fotografare l’azienda nelle sue diverse attività per ritrarne il funzionamento. Ne emerge uno sguardo inedito capace di raccontare come tradizione e innovazione, natura e sapere umano siano inestricabilmente connessi nell’attività della nostra famiglia. Sicuramente l’aspetto fondamentale nella nostra azienda e nel nostro settore nei secoli è quello del valore umano e di quanto sia fondamentale e imprescindibile. Le fotografie che abbiamo selezionato, infatti, dimostrano quanto l’artigianalità può fare la differenza”.
Per Antinori Art Project, il progetto segna inoltre un passaggio significativo, aprendo per la prima volta lo sguardo su aspetti profondamente tecnici e invisibili della produzione vitivinicola.
Attraverso lo sguardo esterno dell’artista, anche i materiali più minuti (dati, annotazioni, gesti quotidiani) diventano frammenti di un racconto più ampio, rendendo visibile ciò che normalmente resta implicito.
Il lavoro restituisce così il valore di un sistema diffuso di conoscenze che attraversa tutte le fasi della produzione, contribuendo a un equilibrio tra qualità, ricerca e sostenibilità in un contesto climatico in continua trasformazione.
Più che illustrare un’opera, il progetto invita a raccontarne il processo: il dialogo continuo tra le persone, i luoghi e i saperi che rendono possibile la viticoltura contemporanea.
Armin Linke
Armin Linke (n. 1966, Milano) è un artista che lavora con la fotografia e le immagini in movimento attivando processi che mettono in discussione il medium, le sue tecnologie, le sue strutture narrative e le sue implicazioni all’interno di più ampie strutture socio-politiche.
Il lavoro di Linke osserva come gli esseri umani (ri)progettino e utilizzino lo spazio e il tempo come forme sociali: costruisce interrogativi e propone riflessioni sulla pianificazione del futuro, sugli intrecci nascosti e le interdipendenze insite nelle pratiche progettuali collettive, nonché sullo spostamento dei luoghi della responsabilità.
La pratica espositiva di Linke si configura come una messa in scena performativa in cui convergono voci e metodologie differenti.
La sua opera funziona come una raccolta di strumenti per demistificare diverse strategie e linguaggi del progetto. Lavorando sul proprio archivio, Linke mette in discussione le convenzioni della pratica fotografica e dimostra come la fotografia non rappresenti un punto d’arrivo.
Attraverso un approccio collettivo che coinvolge altri artisti, ma anche curatori, designer, architetti, storici, filosofi e scienziati, le narrazioni, le domande e le proposte avanzate dalle sue opere e dalla sua pratica si espandono in una molteplicità di registri implicati, ponendo al centro le questioni dell’installazione e dell’esposizione.
Attualmente è professore presso Academy of Fine Arts Munich, visiting professor presso ISIA Urbino e guest artist al CERN di Ginevra.
Antinori Art Project
La cantina Antinori nel Chianti Classico è il simbolo del legame profondo che sin dal 1385 lega la famiglia Antinori alla passione per le arti: pittura, scultura, architettura, e naturalmente l’arte di saper trasformare i frutti della terra in grandi vini.
Da oltre seicento anni, la famiglia Antinori ha legato il proprio nome all’eccellenza nell’arte del vino e alla migliore tradizione mecenatistica.
Due ambiti apparentemente molto diversi, ma che in realtà hanno spesso proceduto in parallelo: la famiglia ha spesso affidato all’arte il compito di raccontare i valori e la storia della loro casata, il cui stemma è anch’esso un’opera di pregio artistico, uscita agli inizi del ‘500 dalla bottega fiorentina dello scultore e ceramista Giovanni della Robbia.
Così, in epoca recentissima, con l’inaugurazione della nuova cantina nel 2012, monumentale e seducente struttura scavata nelle terre del Chianti Classico, parte della collezione di famiglia che raccoglie dipinti, ceramiche e antichi manoscritti ha lasciato lo storico Palazzo Antinori di Firenze per trovare una nuova
collocazione che la rende accessibile al pubblico che giornalmente visita la zona del Chianti Classico, alla ricerca di esplorazioni legate alle degustazioni e a esperienze sinestetiche.
Per dare sistematicità e maggiore impulso ai progetti dedicati alle arti visive del nostro tempo, sempre nel 2012 è stato avviato Antinori Art Project che nasce dall’idea di creare una naturale prosecuzione dell’attività di collezionismo che fa parte della tradizione della famiglia, indirizzandola però verso le arti e gli artisti coevi.
Antinori Art Project è infatti una piattaforma di interventi in ambito contemporaneo, realizzata in collaborazione con curatori affermati, che raccoglie sotto un’unica progettualità coerente tutte le attività messe in campo in questo settore.
In particolare, oltre allo spazio museale integrato nel percorso di visita all’interno della cantina che ospita la storica collezione della famiglia, è stato avviato uno speciale programma di commissioni, molte delle quali sitespecific, rivolto a protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale.
Gli interventi hanno visto nel primo biennio 2012/2013, a cura di Chiara Parisi, il coinvolgimento di Yona Friedman, Rosa Barba e Jean-Baptiste Decavèle.
Dal 2014 la direzione artistica è curata da Ilaria Bonacossa, che ha coinvolto artisti quali Tomàs Saraceno, Nicolas Party, Giorgio Andreotta Calò, Jorge Peris, Stefano Arienti, Sam Falls ed Elisabetta Benassi.
SCHEDA TECNICA
Armin Linke – “Sampling the Vineyard”
A cura di Ilaria Bonacossa
Cantina Antinori nel Chianti Classico, via Cassia per Siena 133 (località Bargino, San Casciano)
Orari visite guidate (solo su prenotazione): orario estivo (da aprile a ottobre) tutti i giorni dalle 10 alle 18.30. Orario invernale (da novembre a marzo): dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17.30. Sabato e domenica dalle 10 alle 18. È possibile accedere alla struttura dalle ore 9.45 fino a un’ora prima della chiusura.
Prenotazioni: online dal sito www.antinorichianticlassico.it
Informazioni: e-mail visite@antinorichianticlassico.it, 0552359700.
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