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Passata con uguale passione alla seconda generazione, la Macelleria Parti coniuga la tradizione con la ricerca continua di qualcosa di nuovo e ancora più appetibile.

Sviluppandosi su una superficie di 150 metri quadrati, ospita la bottega fornita di un bancone ricco e vario. Ma non solo: la peculiarità sta nel retro, dove si trovano la cucina ed un laboratorio davvero all’avanguardia per la produzione dei salumi.

A due passi dal centro storico di San Donato in Poggio, ben cinque persone contraddistinte dal loro grembiule costituiscono uno staff coeso. Per servire il cliente con cortesia. E mettergli a disposizione una carne seguita nel dettaglio dalla prima lavorazione fino anche… alla cottura.

“Aperto nel 1970 dai miei genitori Luciana e Danilo – a parlare è Emiliano Parti – all’inizio il negozio si trovava dove ora c’è la cartoleria. Nel 1988 fu trasferito nel fondo attuale, più ampio. E l’anno successivo sono entrato io. A seguire il cugino Filippo e l’amica Elia”.

“La nostra filosofia avere una carne di ottima qualità – spiega – Compriamo direttamente da chi alleva le razze più pregiate al mondo: garronese e piemontese. Tranne l’allevamento, tutto quello esposto viene realizzato da noi”.

“Offrendo qualità, professionalità e servizio – racconta – puntiamo molto anche sull’innovazione. Così nel tempo il giro si è allargato: oltre alla vendita in negozio, forniamo vari ristoranti della zona ed esportiamo in Francia”.

“Preparati con la maestria di Elia – prosegue – abbiamo tantissimi pronti a cuocere e cotti. Altro punto di forza i salumi, di cui si occupa il norcino Filippo. I nostri prosciutti hanno vinto il primo premio per due anni consecutivi alla Fiera del Gusto”.

“Grazie ad un forno che consente di cuocere a vapore – dice orgoglioso – facciamo il cotto “Sandonatino” e la mortadella. Da noi soprannominata “Sandonatella”, è ottenuta al cento per cento dalle spalle di maiale”.

“Ultimi ma non ultimi due prodotti esclusivi – conclude Emiliano – Si tratta della marinata di bovino e del “tonno del Parti”, prosciutto di maiale cotto per otto o nove ore nel vino bianco. Consigliamo di condirlo con l’olio e mangiarlo con i fagiolini”.

Noemi Bartalesi

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