Il Chianti Classico, lo sappiamo, è una zona oltremodo storica, rinomata per la qualità dei suoi vini e per alcuni grandi nomi di aziende d’eccellenza che hanno prodotto grandi vini nel corso dei decenni.
Il Chianti Classico è però una denominazione dinamica dove, soprattutto negli ultimi anni, si sono affacciate al mercato aziende nuove (o l’arrivo di nuove generazioni in quelle già consolidate), di dimensioni artigianali, spesso a conduzione familiare, che stanno accendendo l’interesse di giornalisti, sommeliers e buyers internazionali.
Durante gli assaggi in occasione dell’ultima Chianti Classico Collection (16 e 17 febbraio, Stazione Leopolda di Firenze), alcune di queste aziende sono emerse per la qualità dei vini presentati, affiancandosi senza timore a nomi illustri della denominazione.
Le ha “scovate” per WeChianti Bernardo Conticelli, che nella sua ultra ventennale esperienza enologica, ha come poli di riferimento il mondo dello Champagne e, fra quelli in Italia, il Chianti Classico.
Nella sua attività di marketing vitivinicolo, docenze, consulenze, il mondo del Gallo Nero rappresenta infatti uno dei “poli attrattivi”.
Chi, quindi, meglio di lui, poteva cimentarsi in questa… selezione. Che spazia fra Annate, Riserve, Gran Selezioni, dal 2021 al 2024.
10 vini da non perdere, 10 aziende da scoprire
🍷Belvedere 1 – Chianti Classico DOCG 2024 (Castellina in Chianti)
🍷 Calcamura – Chianti Classico DOCG 2023 (San Casciano)
🍷 Castellaccio – Coste di Felice Chianti Classico DOCG 2024 (Greve in Chianti)
🍷 Mori Concetta – Il Morino Chianti Classico DOCG 2024 (San Casciano)
🍷 Baciate Me – UnMonte Chianti Classico DOCG 2022 (San Casciano)
🍷 L’Erta di Radda – Chianti Classico DOCG 2022 (Radda in Chianti)
🍷 Capaccioli Poggio Niccolini – Chianti Classico Riserva DOCG 2023 (San Casciano)
🍷 La Vigna di San Martino in Argiano – Chianti Classico Riserva DOCG 2023 (San Casciano)
🍷 Cigliano di Sopra – Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2023 (San Casciano)
🍷 Le Cinciole – Aluigi Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2021 (Panzano in Chianti)
Dieci vini, quattro annate (secondo il Consorzio Vino Chianti Classico)
2021
Produzione: hl 265.000
Andamento stagionale – L’andamento stagionale dell’annata 2021 è stato abbastanza regolare. Le piogge del periodo primaverile hanno permesso un buon sviluppo vegetativo e fornito una riserva idrica importante per affrontare i mesi estivi più siccitosi.
L’unico fenomeno che si è potuto rilevare, nel periodo primaverile, è la leggera difformità nei tempi di crescita dei germogli, dovuta ad alcuni giorni dopo Pasqua che hanno fatto registrare temperature sotto la media stagionale, fermando momentaneamente lo sviluppo vegetativo nelle aree più fredde del Chianti Classico.
A livello sanitario, non c’è stata alcuna pressione da parte di malattie fungine (oidio e peronospora). L’estate è stata asciutta con solo qualche sporadica pioggia nel mese di agosto, ma le riserve idriche accumulate nel periodo primaverile hanno permesso di evitare lo stress della pianta; per quanto riguarda le temperature, l’andamento dei mesi estivi è stato abbastanza regolare senza eccessive ondate di calore.
Inoltre, a partire dalla fine del mese di agosto le temperature, pur rimanendo abbastanza alte durante il giorno, si sono abbassate notevolmente negli orari notturni. Questa importante escursione termica ha, in generale, consentito un ottimale completamento della maturazione delle uve. I tempi della vendemmia 2021 sono stati in linea con quelli delle ultime annate, con l’inizio della raccolta delle uve di Sangiovese intorno al 20 di settembre.
Le uve portate in cantina erano sane e di elevata qualità; presupposti, questi, per un’altra ottima annata di Chianti Classico, un vino che si prefigura già di buona struttura, con tannini fini e maturi e un interessante profilo aromatico.
2022
Produzione: hl 260.000
Andamento stagionale – Il Chianti Classico 2022 si presenta sotto ottimi auspici: per quel che riguarda l’andamento stagionale, non si sono avute gelate primaverili, quando il rischio di danni sui nuovi germogli della vite è molto alto, né particolari eventi di grandine.
In tarda primavera è iniziato il caldo, che è stato costante per tutta l’estate, ma senza picchi eccessivi: le viti si sono quindi potute adattare da subito alle alte temperature. La siccità dei mesi estivi non ha inciso sullo sviluppo dei grappoli: le piogge primaverili hanno permesso alle viti di attingere a buone riserve di acqua e nutrienti minerali durante i mesi più siccitosi. Inoltre, le temperature, pur rimanendo alte durante il giorno, si sono abbassate negli orari notturni, con un’escursione termica che ha permesso al Sangiovese il regolare sviluppo fenolico.
A metà agosto si sono verificati fenomeni di pioggia anche prolungati, garantendo così temperature più miti e un’ulteriore riserva idrica di grande importanza per il raggiungimento ottimale della maturazione delle uve. Infine, lo stato sanitario dei grappoli portati in cantina è stato molto buono: il caldo prolungato e l’umidità modesta, già dalle prime ore della giornata, hanno facilitato la gestione della difesa sanitaria, tenendo molto bassi i rischi di malattie.
La vendemmia del Sangiovese è iniziata in leggero anticipo, verso il 10 settembre e si è chiusa, come di consueto, dopo circa un mese. Dai primi assaggi, i vini Chianti Classico 2022 si presentano in generale molto equilibrati, con una forza acida non eccessiva, tannini dolci e maturi.
2023
Produzione: hl 200.000
Andamento stagionale – Come in tutta Italia, anche nel Chianti Classico la primavera 2023 è stata più piovosa di quelle degli ultimi anni e questo ha richiesto un lavoro più attento e accurato in vigna, in particolare nella gestione della chioma, per prevenire eventuali malattie fungine.
Come in altre regioni vitivinicole italiane, i nostri viticoltori hanno dovuto difendere le proprie uve da attacchi di peronospora che quest’anno si sono manifestati in alcuni vigneti a seguito delle copiose piogge dei mesi di maggio e inizi giugno.
Tuttavia, le particolari caratteristiche pedoclimatiche del territorio del Chianti Classico, con un’altitudine media dei vigneti elevata e una buona ventilazione in tutte le zone, hanno fatto sì che gli attacchi siano stati contenuti.
Fenomeni che – ricordiamo – hanno avuto solo delle conseguenze sulla produzione, dal punto di vista quantitativo e non qualitativo.
Il caldo dei mesi di luglio e di agosto non ha portato le vigne in stress idrico, in quanto le riserve di acqua, a seguito della primavera piovosa, sono risultate più che sufficienti. Inoltre, grazie alla stagione calda, non sono stati rilevati attacchi di insetti. La buona escursione termica fra le ore notturne e quelle diurne, nelle giornate di fine agosto e della prima parte di settembre, ha consentito alle uve di raggiungere una maturazione ottimale.
Per quel che riguarda la tempistica, la vendemmia è tornata quest’anno ai tempi tradizionali. La raccolta delle uve Sangiovese è infatti iniziata intorno al 20 settembre per concludersi nella prima decade di ottobre. Le uve portate in cantina erano sane e di elevata qualità.
Ai primi assaggi, i vini Chianti Classico 2023 risultano di buona struttura, equilibrati e con un buon profilo aromatico. In generale sono vini che presentano una buona freschezza e tannini morbidi e vellutati.
2024
Produzione: hl. 305.000
Andamento stagionale – Per quel che riguarda l’andamento stagionale dell’annata 2024, l’inverno è stato molto regolare, con temperature nella media e precipitazioni piovose cadenzate e regolari.
Poi, come spesso è successo negli ultimi anni, i mesi di febbraio e marzo sono stati particolarmente miti, generando un lieve anticipo nel germogliamento della vite. Nei successivi mesi primaverili, quando il rischio di danni sui nuovi germogli della vita è molto alto, non sono state registrate gelate, né particolari eventi di grandine.
La seconda metà del mese di aprile e il mese di maggio hanno invece segnato temperature sotto la media, provocando un rallentamento dello sviluppo vegetativo della vite: le piogge sono state frequenti e abbondanti in questo periodo e anche nel successivo mese di giugno, il che ha richiesto un lavoro attento e accurato in vigna per prevenire eventuali attacchi di malattie fungine.
Tuttavia, le particolari caratteristiche pedoclimatiche del territorio del Chianti Classico, con un’altitudine dei vigneti elevata e una buona ventilazione in tutte le zone, unite all’esperienza nella gestione del vigneto acquisita negli anni dai viticoltori del Gallo Nero, hanno fatto sì che lo stato fitosanitario del vigneto fosse sempre sotto controllo.
Viste le copiose piogge primaverili, il territorio ha affrontato senza difficoltà le temperature elevate del periodo estivo. Il ciclo della maturazione si è prolungato grazie alle piogge di fine agosto e dei primi di settembre insieme a un calo significativo delle temperature con marcate escursioni termiche giornaliere.
Queste hanno permesso un periodo di raccolta più dilatato nel tempo, con l’inizio della vendemmia nella settimana seguente alla metà di settembre per poi protrarsi fino a metà ottobre nelle zone più tardive del territorio.
Le condizioni di clima fresco e adeguate piogge autunnali hanno portato alla perfetta maturazione fenoliche delle uve, che sono caratterizzate da una spiccata acidità e da un grado zuccherino non elevato che ha determinato gradazioni più contenute nei vini della 2024.
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