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Lo si trova quasi subito, dopo le prime “rampe” della Chiantigiana che salgono da Grassina verso Strada in Chianti. Per poi scendere giù, verso Greve. Spicca su una rotonda, a ricordare quello che questo territorio è stato. Non solo vigna e olivo, ma anche grano.

E’ la statua del Seminatore di Strada in Chianti, fortemente voluta da tutto il paese che alcuni anni fa per realizzarla fece una raccolta fondi straordinaria. Oggi è lì, a ricordarci quello che è stato il Chianti. Terra (anche) di grano.

Sono gli stessi cittadini che si occupano della manutenzione di questo spazio, che una volta all’anno si occupando anche della mietitura. Perché, ovviamente, attorno al Seminatore troviamo… il grano.

Vestiti come i contadini di qualche decennio fa e muniti degli attrezzi dell’epoca, compresa la falce messoria, lo mietono e poi, raccolto in fascine, lo collocano ai piedi della statua.

Una tradizione che ormai si ripete ogni anno nei giorni della mietitura: erano giorni in cui nel Chianti c’erano le “battiture”, le faticose giornate in cui si batteva il grano nelle aie per poi, la sera, mangiare tutti assieme. Oggi le battiture non ci sono più, ma il Seminatore ricorderà per sempre quello che è stato.