Alla 33esima edizione della Chianti Classico Collection, il Consorzio ha deciso di proporre un’unica candidatura per arricchire la lista dei suoi portavoce nel mondo: gli Ambasciatori ad honorem del Chianti Classico.
Si tratta dell’Honorary Ambassador per la Polonia, Tomasz Prange-Barczyński, un nome di grande autorevolezza in un ampio bacino di mercato, come quello polacco, in cui il Consorzio Chianti Classico intravede ottime possibilità di crescita in notorietà e valore per i vini del Gallo Nero.
Thomasz Prange Barczyński, classe ‘69, è un noto critico enologico e attualmente caporedattore della testata polacca Ferment – Pismo o winie.
È anche redattore di www.fermentmag.pl e www.kukbuk.pl. Ha una rubrica settimanale sul vino per la polacca Radio 357 ed è autore di una trasmissione sul vino nel canale Winoteka di Youtube.
Tomasz ha iniziato la sua esperienza nel mondo della critica enologica nel lontano 1998: ricordiamo che è stato creatore e caporedattore per 12 anni di Magazyn Wino, collaboratore di Radio PIN, e curatore di varie rubriche sul vino in Playboy, Newsweek, Yoyage, Marie Claire.
Autore di numerosi libri, fra cui: Knife in the Pinot. How to much Wine and Food (Pascal 2025); Riesling & Tapas. On unusual food and wine pairings on Europe’s routes (Pascal 2023, Magellan Distinction 2023 for the Best Culinary Guide); Italy. Guide to the Wines, Regions, Varieties (insieme a Wojciech Bonkowski; Ferment 2022; Magellan Distinction 2023 for the Best Culinary Guide) e molte altre pubblicazioni (due Edizioni di Polish Wines. Enotouristic Guide; World on the Wine Paths; Europe on the Wine Paths, Guide to the Wines of Portugal, Profession: sommelier).
Ha realizzato documentari per la TV polacca come Wine. The Manual (per Canal+). Fa parte della giuria in numerose competizioni enologiche internazionali (Mundus Vini, Concours Mondial de Bruxelles, etc etc). Parallelamente, Prange-Barczyński scrive anche di viaggi con focus speciali su sci e tour in bicicletta.
“Sono fiero e davvero felice di non aver perso un’edizione della Chianti Classico Collection dal 2005 ad oggi – afferma il giornalista – perché questo mi ha dato la possibilità di seguire l’evoluzione del Chianti Classico nel tempo ed apprezzare la sua continua crescita qualitativa. Due decenni fa i vini del Gallo Nero erano prodotti di buona qualità, adatti ad accompagnare la tavola di tutti i giorni ma le etichette premium che già a quel tempo esistevano erano considerate una eccezione”.
“Oggi – ha aggiunto – il Chianti Classico è, a pieno titolo, una delle denominazioni leader della Toscana, d’Italia e quindi del mondo. Sono contento, grazie ai cambiamenti del suo disciplinare di produzione, di poter oggi degustare il giovane, fruttato e vibrante Chianti Classico di Annata, la seria e strutturata Riserva ed infine la Gran Selezione, che racconta le storie e le differenze dei terroirs da cui proviene, una tipologia da conservare a lungo in cantina per poterne a pieno apprezzare l’evoluzione nel tempo. Per questo, oggi, sono in grado di affermare che, a prescindere dai gusti personali, sono sicuro che quando acquisto una bottiglia con il simbolo del Gallo Nero, anche se non ne conosco il produttore, posso contare sulla sua qualità”.
“L’Italia mi ha sempre affascinato per la sua diversità – ha proseguito Prange-Barczyński – Sono stato impressionato dalla moltitudine dei suoi territori, dai vigneti piantati sui versanti delle Alpi alle superfici vitate alla latitudine dell’Africa, con centinaia di diversi vitigni locali. Nel corso della mia esperienza lavorativa, ho anche avuto a che fare con i caratteri forti dei viticoltori, una caratteristica dei produttori italiani che è molto stimolante ma può rappresentare anche qualche problema”.
“Il Chianti Classico – ha affermato – specialmente negli ultimi 20 anni, da quando ho avuto il piacere di osservare la denominazione più da vicino, è un esempio perfetto di come anche in Italia, pur di fronte alle individualità e alle forti personalità dei suoi viticoltori, sia stato e sia oggi possibile lavorare tutti insieme per il bene comune. L’evoluzione delle regole che governano la produzione del Chianti Classico insieme al lavoro di informazione e promozione del suo Consorzio sono un esempio di un lavoro eccellente, condiviso, che ha portato alla denominazione grandi risultati”.
“Per quel che mi riguarda – ha concluso – devo ammettere che per anni mi sono sentito, anche senza un riconoscimento formale, come un ambasciatore del Chianti Classico autonominatosi. Ho infatti guidato decine e decine di corsi, degustazioni e seminari, per far apprezzare le sfumature del territorio del Chianti Classico e spiegare come riconoscerle nei suoi vini, sottolineando l’importanza dei cambiamenti del suo disciplinare di produzione. Sono pertanto fiero oggi di poter ricoprire questo titolo ufficialmente”.
Chi sono gli Ambasciatori del Chianti Classico
Grazie ad un’iniziativa lanciata nel 2017, sono stati nominati ad oggi dodici Ambasciatori ad Honorem del Gallo Nero.
Ne ricordiamo i nomi (per ordine cronologico delle nomine): Massimo Castellani e Daniele Cernilli per l’Italia, Jeffrey Porter per gli USA, Michael Godel e Michaela Morris per il Canada, Jens Priewe per la Germania, Isao Miyajima per il Giappone, Jung Yong Cho per la Corea del Sud, Othmar Kiem per l’Austria, Christian Eder per la Svizzera, Sebastian Payne per la Gran Bretagna e Thomas Ilkjaer per la Danimarca.
Ricordiamo inoltre Steven Spurrier, Ambasciatore ad Honorem del Chianti Classico per la Gran Bretagna, che purtroppo ci ha lasciato nel 2021.
Occorre sottolineare che il riconoscimento consegnato alla Leopolda si inserisce in un progetto più ampio, denominato “Chianti Classico Ambassador”.
Si tratta di un’attività finalizzata alla creazione di una rete di Ambasciatori del Gallo Nero nei suoi principali mercati, lanciata dal Consorzio in Canada nel 2017 e ripetuta nel 2018 negli Stati Uniti, nel 2021 in Germania, nel 2022 in Inghilterra ed infine in Svezia, nel 2025.
In questo caso, i candidati devono dimostrare la propria conoscenza della denominazione attraverso un vero e proprio concorso in tre fasi: superando un test online, una degustazione bendata e, infine, conquistando il massimo punteggio all’esame orale.
“Presidiando ogni anno i mercati del vino internazionali ci siamo resi conto di quanta conoscenza e affetto ci sia verso le nostre etichette da parte di un pubblico esperto e qualificato” afferma Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico.
“Con il progetto Chianti Classico Ambassador – aggiunge – abbiamo voluto rendere merito a questi professionisti e al tempo stesso legittimarli a portare in alto la bandiera del Gallo Nero nei propri mercati di riferimento. Sui mercati, noi viticoltori vediamo tutti i giorni una sete crescente di conoscenza: il contesto unico che nasce dall’unione di fattori umani e naturali irripetibili determina infatti le caratteristiche dei nostri vini e dei nostri oli”.
“Per questo – conclude Manetti – gli sforzi del Consorzio si concentrano da anni sulla formazione, in primis degli operatori del trade, ma anche degli appassionati: il Consorzio ha per questo realizzato il suo portale di e-learning (mooc.chianticlassico.com). Una piattaforma che può essere utilizzata da tutti, come una sorta di manuale da consultare, un compendio sintetico sulle denominazioni del Chianti Classico che mi auguro possa contribuire a ‘formare’ una lunga schiera di nuovi ambasciatori del Gallo Nero”.
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