Il 2025 ha continuato a sorridere al Gallo Nero: in un contesto internazionale sempre più complesso e caratterizzato dall’incertezza, la denominazione Chianti Classico “ha registrato una crescita nelle vendite, guadagnando in termini di volumi più di un punto percentuale rispetto all’anno precedente, e andando così a confermare la tendenza dell’ultimo triennio”.

Lo si è appreso oggi, lunedì 16 febbraio, nel primo dei due giorni della Chianti Classico Collection, alla Stazione Leopolda di Firenze.

Parlando invece di fatturato, la denominazione complessivamente vede una costante crescita: aumenta il valore, senza impennate, ma in maniera continuativa grazie soprattutto alle tipologie premium, Chianti Classico Riserva e Chianti Classico Gran Selezione e che rappresentano ancora una volta la locomotiva della denominazione, rappresentando infatti il 43% del volume e il 55,2% del valore.

Nonostante la sua storica vocazione all’export, il Gallo Nero è saldamente presente anche sulla tavola degli italiani che mostrano un particolare apprezzamento per il Chianti Classico Gran Selezione, il vertice della denominazione, a cui riconoscono un prezzo medio sempre più elevato.

L’approccio del consumatore italiano può essere ben sintetizzato nello slogan “bere meno, bere meglio”. Il mercato nazionale per la denominazione rappresenta oggi il 19% delle vendite.

È, come sempre, l’export che fa la parte del leone. Nel 2025 le vendite all’estero hanno seguito due tendenze principali: una maggior concentrazione sui mercati nordamericani, USA e Canada, che insieme hanno assorbito il 49% dell’offerta, e un aumento del fatturato su mercati dai volumi più bassi, ma che anno dopo anno registrano un aumento del prezzo medio, come Svezia, Germania, Norvegia che mostrano segnali importanti di crescita del fatturato.

Per quanto riguarda il Nord America si sottolinea che gli Stati Uniti passano dal 36% al 37% in volume, mentre il Canada cresce di ben due punti dal 10% al 12% (+33%), con significative performance in entrambi i Paesi ancora una volta delle due tipologie Riserva e Gran Selezione, sia in termini di fatturato sia di volumi: negli Stati Uniti la Riserva segna un +14% e la Gran Selezione un +20%, mentre in Canada il consumo di Riserva e Gran Selezione cresce quasi del 30%.

Dall’altra parte del mondo, l’Oriente tra Cina, Singapore e Hong Kong premia di più non per volumi, ancora non determinanti, ma per fatturato relativo: la premessa è ottima e fa ben sperare per le relazioni che sta intessendo anche il Consorzio tramite azioni mirate di promozione.

Il contesto europeo si presta anch’esso a una lettura omogenea: i principali mercati del continente, quali Germania (4%) e Paesi Scandinavi (6%), vedono una crescita in termini di valore. Questa è un’inversione di tendenza rilevante, che va ad allinearsi con l’approccio italiano, mostrando le grandi maturità e consapevolezza di questi mercati.

Una nota in particolare sulla Svezia, mercato in crescita negli ultimi anni, “e interessato da piani pluriennali di investimenti promozionali” dicono dal Consorzio Vino Chianti Classico.

Cresce infatti quasi del 7%, principalmente nella tipologia Chianti Classico, confermando che il “biglietto da visita” della cosiddetta “annata” sta aprendo ancora una volta le porte su un mercato che fino a qualche anno fa prediligeva quasi esclusivamente altre tipologie di alcolici.

La palma della crescita maggiore per l’apprezzamento della Gran Selezione va alla Francia, dove i volumi ed il prezzo medio vedono una vera e propria impennata: anche in casa dei cugini d’Oltralpe ormai il Chianti Classico è affermato come uno dei grandi vini del mondo.

“I viticoltori del Chianti Classico hanno intrapreso un percorso di valorizzazione dei vini a denominazione Chianti Classico ormai decenni fa. Come sempre in agricoltura, il cambiamento è lento e graduale, ma oggi possiamo toccarlo con mano: è innegabile la crescita del valore del vino Chianti Classico, in particolare delle due tipologie premium, Chianti Classico Riserva e Chianti Classico Gran Selezione”, dichiara il presidente del Consorzio, Giovanni Manetti.

“Altresì – conclude – eravamo certi del rapporto di amicizia e fiducia che ci lega al Nord America: la crescita sul mercato statunitense e canadese non deve destare alcuna sorpresa, anche perché le attività promozionali su questi due mercati strategici non hanno mai abbandonato la nostra programmazione”.

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