“Il mercato statunitense è e resta uno snodo fondamentale per il vino italiano, anche in una fase segnata dai dazi e da forti incertezze geopolitiche. L’aumento dei costi e la complessa situazione internazionale non sembrano aver spaventato ad ora gli amanti del vino negli Usa“.
A dirlo è Pietro Marchini, sales director di Carratelli Wine, azienda di Carratelli Holding specializzata nella distribuzione e valorizzazione dei vini italiani sui mercati esteri.
“Operiamo con un importatore a copertura quasi nazionale, attivo in circa trenta Stati Usa, con un focus importante sul Brunello di Montalcino e su altri prodotti di alta gamma come i Super Tuscan” spiega Marchini.
Evidenziando come “la presenza negli Stati Uniti resti una priorità strategica”.
Anche i numeri più recenti confermano una domanda che, pur rallentata, non si è fermata: “Nelle ultime settimane – dice – abbiamo gestito spedizioni che hanno interessato la Florida e altri Stati, per un totale di un container misto composto da Super Tuscan e Brunello di Montalcino”.
“È una fase che richiede attenzione, adattamento e una forte solidità nelle relazioni commerciali, ma gli Stati Uniti restano un mercato centrale per il vino di qualità. Per questo continuiamo a investire su una presenza radicata e strutturata, utile a maggior ragione in una situazione complicata come quella attuale”, conclude Marchini.
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