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Sogliole, polpi, arselle, non manca nulla sul furgone frigo di Licena, la pescivendola che porta il pesce sulle piazze del Chianti. In particolare è amatissima a San Casciano, a Mercatale, Cerbaia.

Impossibile fermarla nel suo lavoro, così le facciamo le domande stando dalla parte dei suoi clienti, che sono davvero tanti.

“Faccio questo lavoro da sempre – ci racconta – la prima volta che sono venuta a vendere il pesce con il mio babbo Angiolino a San Casciano avevo sei anni. Quando è venuto a mancare, ho preso in mano il tutto, sono andata anche a prendere la patente per guidare il furgone. E ancora oggi a distanza di venti anni sono qua”.

Lavora da solo perché, spiega, “i miei figli lavorano per conto loro, sempre nello stesso settore. Se è un lavoro duro? Consideri che mi alzo alle 4 la mattina, vado ad acquistare il pesce, lo carico sul furgone e poi parto per le varie piazze. Non prima delle 15 lascio la piazza dove sono stata a vendere, torno a casa, pulisco accuratamente gli interni, sistemo il magazzino e… mi metto a fare le faccende”.

Ci spiega che il pesce lo prende “dove lo prendono tutti, all’ingrosso di Marcignana a Fucecchio, dove arrivano i pesci da tutte le parti del mondo. Lì è possibile fare la propria scelta, io mi baso su del pesce alla portata della mia clientela. Se c’è chi mi chiede ostriche, astice, aragoste non ci sono problemi, ma di normale vendo un prodotto che si possono permettere tutti”.

Stando in mezzo ai clienti, sono in tanti a chiedere la… “rottamazione”: “E’ un insieme di varie razze di pesce – sorride Licena mentre lavora – che preparo in base alle esigenze dei clienti, viene fuori un piatto buonissimo e dal costo contenuto. Si parte da cinque euro in su. Non si trova da nessun altro mio collega perché nessuno si mette a lavorarlo come faccio io. Un’altra cosa che in molti appezzano è il cacciucco che lo può cucinare anche chi non sa!”.

Come, il cacciucco…? “Sì – prosegue Licena – perché metto tutto in sacchetti diversi, dividendo l’ordine e il tempo della cottura”.

Poi c’è tutto il “mondo” delle sogliole: “Deve sapere che è mia tradizione regalare una sogliola alla mamma che viene ad acquistarla la prima volta per il suo bambino. C’è anche chi dice che si riconoscono dal sapore quelle acquistate al mio banco”.

Bambini che sono nel cuore di Licena, basta vedere i disegni appesi al furgone: “Me li regalano i bambini dell’asilo, a volte il primo nome che scrivono è il mio, Licena, che tra l’altro è anche difficile”.

Rimanere in attesa davanti al banco è una bella esperienza, tutti conoscono questa signora avvolta dai maglioni per sfidare il freddo, un grembiule di plastica per riparare il camice bianco, maniche tirate su, mentre a mani nude prende il pesce tirandolo fuori dal ghiaccio. E qui un’altra sorpresa, un’auto si avvicina e il conducente tira fuori una tanica che porge a Licena.

“Vede come mi vogliono bene i miei clienti? Questo signore – dice Licena – mi ha portato dell’acqua calda che utilizzo per immergere ogni tanto le mani gelate, un vero sollievo per queste ore passate qui. Ma non è il solo, anche altri mi portano dell’acqua calda durante la mattina. Questi sono i miei clienti!”.

Non solo, c’è il signore che le porta rosmarino e salvia, qualcuno delle uova, un altro le porta la “pietrina” che serve per arrotare i coltelli, mentre un altro cliente le fa un omaggio floreale. Un altro ancora viene a prendere degli scarti del pesce da utilizzare contro la mosca olearia.

Alte due persone affermano che quanto prima sperimenteranno la ricetta di Licena per cuocere il pesce in lavastoviglie. Ultima domanda, tra la sua clientela ci sono anche personaggi famosi? “La prima che mi viene a mente è Carla Fracci, poi Irene Grandi. Ma sono sincera, quando vengono qua si mescolano tra i tanti clienti e a volte non li riconosco, anche perché per me le persone sono tutte uguali e tratto tutti alla stessa maniera”.

Il banco è quasi vuoto, è arrivata l’ora di chiudere il furgone e ripartire. Ma Licena, finalmente in un momento di pausa, ci confessa: “Sono talmente affezionata a San Casciano che sa cosa le dico? Quando lascerò questo mondo vorrei venire a riposare quassù, tra i miei clienti, chissà quante chiacchierate… potremo fare tutti insieme”.

E la riprova l’abbiamo avuta: al suo banco, oltre al buon pesce, c’è un’altra particolarità oramai sempre più rara. Il sorriso e l’amicizia sincera.

Antonio Taddei

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