Articolo disponibile anche in: Inglese

Si parte lungo percorso pedo-ciclabile che porta “a monte” dell’abitato della Sambuca, lungo il fiume Pesa, partendo dal Masso di Particino, in via dell’Abate.

Un masso la cui presenza è collegata a San Giovanni Gualberto: si narra infatti che il diavolo che stava sulla collina, scagliasse dei grossi massi contro il santo. Che li fermava e piano piano e li faceva scendere fino a  terra.

Poco più avanti si trova la Cappella di San Giovanni Gualberto, che all’interno racchiude il masso su cui il santo si sdraiava e che recherebbe impressa la forma del suo corpo.

A poca distanza, risalendo il bosco (purtroppo non esistono più le indicazioni per arrivarci) si arriva in uno spazio, dove si racconta che il santo, ormai anziano, era solito scendere a cavallo dalla Badia verso il Molino dell’Abate per incontrare i contadini, elargendo loro benedizioni.

Durante uno di questi spostamenti, San Giovanni Gualberto avrebbe incontrato il diavolo. Il suo cavallo, spaventato, sarebbe caduto a terra lasciando impresse nella roccia le impronte delle ginocchia e degli zoccoli, ancora oggi visibili.

Si prosegue e troviamo il vecchio Molino dell’Abate, oggi abitazione privata. Un incontro simpatico, proseguendo per Rignana, si fa arrivando in cima a una collinetta; dietro il recinto sostano degli asini di un centro di onoterapia.

Ritorniamo lungo la Pesa: l’acqua è cristallina, particolarmente pulita mentre nei punti più profondi il colore è azzurro, ed è possibile osservare piccoli e grandi pesci.

La vegetazione è rigogliosa, mentre il percorso a un certo punto si distacca dal fiume ed entra nel bosco. Si passa da sopra un tappeto di foglie uniforme, mentre spuntano qua e là funghi, bacche, e fiori come il maggiociondolo e il giglio di San Giovanni.

Infine eccoci al ponte di Rignana: sulla destra si apre la campagna e sulla sinistra la collina punteggiata da case coloniche e vecchie stradine in sassi. Uno spettacolare percorso: di cui è impossibile non averne rispetto e tutela. E che vale davvero la pena scoprire.

Antonio Taddei