Uno dei pochi effetti positivi lasciato in eredità dal Covid-19 è quello relativo alla, diciamola così, “riscoperta delle gambe”.

In moltissimi sono tornati ad apprezzare il piacere del camminare, percorrere km per ossigenare testa e cuore.

In particolare chi può immergersi nelle bellezze del nostro territorio sta scoprendo (o ri-scoprendo) percorsi, sentieri, che lo attraversano in lungo e in largo.

Giuseppe Stiaccini

Con le amministrazioni comunali che si stanno anche dando da fare per renderli più numerosi e accessibili.

Fra Chianti fiorentino e senese passa un’antica via.

Che ci racconta centinaia di storie, di vite vissute. Di pellegrini e predoni. Di paesaggi e scorci affascinanti.

E’ la Via Romea Sanese, che come molti altri percorsi sta vivendo una sorta di grande riscoperta.

Ne abbiamo parlato con Giuseppe Stiaccini, vicesindaco di Castellina in Chianti, delegato al coordinamento della Via Romea Sanese, per la quale il comune castellinese è capofila.

 

Giuseppe, partiamo da una “didascalia” generale: di cosa si parla quando si dice… Via Romea Sanese?

“La Via Romea Sanese è una antica via di crinale che collegava e collega Firenze e Siena e quindi Firenze alla Via Francigena. Come comuni attraversati abbiamo, fin dal 2006, intrapreso un percorso di valorizzazione. Che è sfociato nel 2021 nel riconoscimento come Cammino di Toscana insieme ad altri sette cammini come quello di San Jacopo, la via Matildica del volto santo…. I comuni convenzionati sono in ordine nord/sud Firenze, Impruneta, San Casciano, Barberino Tavarnelle, Poggibonsi, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Monteriggioni, Siena“.

Quanto è importante per il territorio chiantigiano e come lo attraversa? E’ percorribile sia a piedi che in bici?

“La Via Sanese, la Romea del Chianti, è una greenway, in quanto ha più dell’85 % su strade sterrate o sentieri. Ha quindi pochissimo asfalto e tutto in uscita o in entrata dei nuclei cittadini. Si può percorrere a piedi ed in bici e, in futuro, un nostro sogno è la percorribilità a cavallo. È inoltre una dorsale sulla quale si innestano moltissimi sentieri del CAI della RECC (Rete Escursionistica del Chianti Classico). Per il territorio è una offerta aggiuntiva rispetto alle già grandi potenzialità legate al turismo del vino e del paesaggio rurale; una offerta per vivere il territorio con i tempi lunghi del camminare e del peregrinare“.

Chi si occupa di manutenere e tenere ben segnalata e percorribile questa strada?

“Al momento ci sono alcune associazioni sul territorio: come il Gruppo Archeologico Salingolpe a Castellina, Camminando a Quercegrossa ed altri che ci hanno aiutato. L’idea è che su tutto il percorso ogni parte venga “adottata” da una associazione o da una azienda del territorio”.

 

Dopo il Covid avete notato un maggior interesse per il turismo a piedi?

“Dopo il Covid le presenze di locali, pellegrini, escursionisti sono aumentate in maniera esponenziale. E le richieste agli uffici turistici del territorio sulla Via sono ogni giorno maggiori”.

Quale, infine, il futuro di questa Via nel contesto culturale e turistico chiantigiano?

“Il futuro parte dagli Stati Generali della Via Romea che si terranno per la prima volta il 9, 10 e 11 giugno prossimi a Castellina in Chianti. Tre giorni dove istituzioni locali, studiosi, associazioni faranno il punto sulla strada percorsa fino ad ora; e su quella da fare. Sia per il miglioramento della infrastruttura e dell’offerta, sia per la sua promozione”.

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