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Direttamente dalla redazione di WeChianti, oggi vi diamo una ricetta appena “alternativa” di un piatto altamente tradizionale come la Panzanella.

Prima di tutto però alcuni capisaldi. Il pane: deve essere rigorosanente toscano, senza sale, “sciocco” insomma. Bianco. E molto, molto secco. 

Poi gli ingredienti, eccoli in rigoroso ordine, tutto quello che aggiungete è un “di più” che non fa parte del dna di questo piatto della tradizione povera, poverissima: pomodori maturi, cetriolo (o “treciolo” come si dice da noi), cipolla rossa, basilico fresco, olio extravergine d’oliva, sale, un goccio di aceto di vino rosso.  

La Panzanella “asciutta” prende questo nome dalla preparazione: non si mette infatti il pane in ammollo, per poi strizzarlo con le mani, ma si tagliano dei cubetti finissimi di pane secco. Il tutto va fatto la sera prima di mangiarla. Si tagliano i cubetti e si taglia il pomodoro, mettendolo nel pane.

Poi in frigorifeo: sarà l’acqua di vegetazione dei pomodori a ammorbidire il pane durante la notte ma senza renderlo troppo pastoso.  

Per chi non ama la cipolla troppo forte, può preparare anche questa la sera prima. Tagliata, la inserirà in una ciotola con acqua e un goccio di aceto di vino rosso. Così perderà il “forte”.

Il giorno dopo, prima di servire, si prende la Panzanella e si aggiungono la cipolla, il cetriolo a rondelle, il basilico fresco spezzato con le mani (non con il coltello altrimenti annerisce subito perché il metallo ossida la foglia). E olio a volontà.

Portate in tavola, magari con in sottofondo il frinire delle cicale o il rumore di un trattore che lavora nei campi (anche se all’ora di pranzo sarà giustamente… “introvabile”).

In accompagnamento? Tradizionalmente un buon bicchiere di rosso, noi però suggeriamo un bel rosato fresco di frigorifero. 

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