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Grazie all’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), ente morale riconosciuto senza fini di lucro, che riunisce i proprietari di dimore storiche di tutta Italia, quest’anno sono state cinque le dimore storiche aperte nel comune di San Casciano: Villa Antinori del Cigliano, Villa Le Corti, Giardino della Villa di Senzano, Castello il Palagio e il Castello di Gabbiano.

Ne abbiamo visitata una, Villa Senzano, in via Grevigiana in località i Paolini, nei pressi di Mercatale.

Pierlorenzo e Nicoletta, con Luigi e Maria, i proprietari, gentilissimi e ospitali, hanno aperto i cancelli assieme a Francesco Chiti, di Mercatale, che ha illustrato il giardino e la cappella-oratorio, dedicato a San Francesco di Paola.

“Nel Quattrocento fu realizzata dai Salviati la parte più vecchia della Villa come padiglione da caccia – ci spiega Francesco – dopo di loro fu la famiglia Paolini a divenire proprietaria, da qui nasce il nome della località i Paolini”.

“Erano due fratelli – prosegue – uno di questi si sposa con Maddalena Pierucci Bondicchi, antenata degli attuali proprietari. La seconda parte a ovest della Villa è del Settecento, mentre la parte a est è del fine Settecento-inizio Ottocento, rimodellata a fine degli anni ’50 con l’attuale aspetto. Il giardino murato all’italiana all’interno della Villa fu realizzato nel Settecento dai Pierucci Bondicchi“.

“Posto su due terrazzi – racconta ancora – vi si trova una collezione di rose e statue in terracotta. In più c’è una straordinaria collezione di circa cento piante di limone, che per la loro particolare bellezza hanno avuto il privilegio di essere scelti per abbellire la città di Firenze in occasioni di varie manifestazioni nel passato“.

“Tra queste – dice Francesco – c’è una pianta chiamata del “chiodo”, per un grosso e antico chiodo utilizzato per imbullettare le travi, inserito non si sa per quale motivo nel tronco, che ha un’età di centoventi anni“.

Mentre davanti alla Villa il “padrone” è un albero monumentale, il Cedro del Libano, alto più di 20 metri, con una chioma di 22 metri e una circonferenza di 6,30 metri, della veneranda età di 200 anni circa.

Tra tante bellezze, Francesco ci ricorda che Villa Senzano, nel 1785, ospitò durante un suo viaggio Papa Pio VI, che concesse l’indulgenza Plenaria in perpetuo per chi visitava l’oratorio nella seconda domenica dopo Pasqua.

“Anche in questo caso – ci racconta sempre Francesco, accompagnandoci nella cappella – fu don Gino Gamannossi, quando arrivò come parroco a Castelbonsi, a ripristinare e recitare il Rosario Mariano, fino agli anni ’70. Per volontà della famiglia tutti gli anni la terza domenica di Pasqua vi si celebra una Santa Messa“.

L’appuntamento di vistare questa Villa magica, per chi non ne ha avuto l’occasione, è… per il 2020.

Antonio Taddei

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